Uomo con indosso imbrago di sicurezza e dpi

Gestione DPI – Dispositivi di Protezione Individuale

Comprare i dispositivi giusti è la parte facile. Quello che distingue un’azienda in regola da una che risulta scoperta al primo controllo è tutto ciò che succede dopo l’ordine: chi li consegna, chi firma, chi verifica che siano ancora integri, chi si accorge che quel paio di guanti antitaglio è fuori uso da tre mesi.

La gestione DPI è un processo con un inizio e una fine, non un capitolo del budget acquisti. Vale la pena percorrerlo per intero.

Prima di tutto: il DPI è l’ultima linea, non la prima

Un passaggio che salta spesso. I dispositivi di protezione individuale entrano in gioco quando le misure di protezione collettiva non hanno eliminato il rischio residuo.

Prima vengono la sostituzione del processo pericoloso, le barriere, l’aspirazione, i parapetti. Il DPI protegge il singolo lavoratore, non l’ambiente: se diventa la prima risposta a ogni pericolo, qualcosa a monte non ha funzionato. Detto questo, il rischio residuo esiste quasi sempre. Ed è lì che comincia la gestione.

Analisi e scelta: si parte dal DVR, non dal catalogo

L’articolo 77 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce cosa deve contenere il DVR e mette in fila i passaggi: il datore di lavoro analizza i rischi che non possono essere evitati con altri mezzi, individua le caratteristiche che il dispositivo deve avere, valuta quelli disponibili sul mercato e, punto spesso trascurato, aggiorna la scelta al variare delle condizioni di lavoro.

Il dispositivo deve essere conforme al Regolamento (UE) 2016/425, adeguato al rischio senza introdurne di nuovi, compatibile con l’ambiente e adattabile a chi lo indossa. Quest’ultimo criterio non è un dettaglio di comfort: un otoprotettore che dà fastidio verrà tolto, un guanto della taglia sbagliata verrà sfilato per fare un’operazione fine. Il DPI meglio certificato del mondo protegge zero se resta appeso al gancio. Attenzione anche a un’altra distinzione: un indumento da lavoro che serve solo a non sporcare gli abiti civili non è un DPI e non va gestito come tale.

Consegna e registrazione: il documento che tutela l’azienda

I dispositivi sono forniti gratuitamente al lavoratore e sono a uso personale, salvo casi particolari da gestire con adeguate misure igieniche.

La norma non impone espressamente un “registro DPI”. La prassi consolidata, e ciò che gli organi di vigilanza si aspettano di vedere, è un verbale di consegna firmato, che riporti data, dispositivo, modello, taglia e il richiamo all’informazione ricevuta. In caso di infortunio o di ispezione, quella firma è la prova che l’azienda ha adempiuto. Senza, la posizione è indifendibile anche quando i DPI erano effettivamente stati dati.

Vale la pena tracciare anche le riconsegne e le sostituzioni: sapere quando un dispositivo è uscito dal ciclo è tanto importante quanto sapere quando è entrato.

Formazione e addestramento: l’obbligo che si dimentica più spesso

La formazione riguarda tutti i DPI. L’addestramento, cioè la prova pratica, sul dispositivo reale, è invece indispensabile in due casi precisi (art. 77 comma 5):

C’è poi una novità che molte aziende non hanno ancora recepito: dal 2021 l’addestramento deve essere tracciato in un apposito registro, anche informatizzato. Non basta averlo fatto, bisogna poterlo dimostrare.

Sui sistemi anticaduta la letteratura tecnica INAIL è particolarmente chiara: la manutenzione stessa dei dispositivi va riservata a lavoratori incaricati che abbiano ricevuto informazione, formazione e addestramento adeguati.

Gestione DPI: Manutenzione, verifica e scadenza

Il datore di lavoro mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d’igiene attraverso pulizia, manutenzione, riparazioni e sostituzioni, seguendo le indicazioni del fabbricante. Tre errori ricorrenti:

  1. Confondere scadenza e vita utile. La data stampigliata dal fabbricante è un limite massimo teorico. Un’imbracatura esposta a raggi UV, abrasione o sostanze chimiche può essere da scartare molto prima.
  2. Saltare le verifiche periodiche. I DPI di terza categoria contro le cadute dall’alto richiedono un controllo periodico documentato da persona competente, di norma almeno annuale.
  3. Non prevedere la dismissione. Serve una regola scritta su cosa si fa di un dispositivo scartato: se resta nell’armadietto, prima o poi qualcuno lo riprende.

Cosa può ottimizzare la procedura di gestione DPI?

Tre domande fanno cadere quasi ogni azienda nella casella giusta.

Quanti lavoratori devi gestire?

Sotto le venti persone un file condiviso ben tenuto regge. Sopra il centinaio, con turni e reparti diversi, il foglio Excel diventa un rischio in sé: nessuno sa più quale versione è quella buona.

Che categoria di DPI prevalgono?

Se sono in gioco dispositivi di terza categoria, la tracciabilità di addestramenti e verifiche periodiche non è opzionale, e gestirla a mano è dove si generano le non conformità.

Cartaceo, Excel o sistema dedicato?

La domanda vera non è quale sia più moderno, ma quanto tempo il tuo RSPP passa a rincorrere firme invece che a stare in reparto. Tra le soluzioni intermedie, i distributori automatici di DPI risolvono insieme due problemi: reperibilità immediata a bordo linea e registrazione automatica di chi ha prelevato cosa e quando.

Dove Safe entra nel processo

Safe copre l’intera filiera, e questo conta proprio perché la gestione DPI è una catena: produce e certifica direttamente calzature, abbigliamento e guanti di protezione, e attraverso la divisione Global Protective Equamente fornisce rilevatori gas, dispositivi uomo a terra, sistemi di ancoraggio, distributori automatici, linee vita e kit di primo soccorso come previsti da D.Lgs. 81/2008.

Per le installazioni anticaduta è previsto il servizio di ispezione periodica annuale obbligatoria, cioè esattamente il tassello che nelle procedure interne salta più facilmente. Sul fronte addestramento, l’area HSSE Training copre gli obblighi sui dispositivi di terza categoria; il servizio Più Sicuri Business affianca RSPP e preposti nella verifica che quanto previsto sulla carta corrisponda a quello che succede in reparto.

Vuoi capire dove si inceppa oggi la tua gestione DPI? Scrivici: partiamo dal tuo DVR e dai numeri reali.

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